Negli ultimi anni la parola compliance è diventata onnipresente. Nuove normative, nuovi framework, nuovi obblighi. Ma il modo in cui molte organizzazioni affrontano la compliance è rimasto lo stesso: prepararsi all’audit, superarlo, e poi tornare alla normalità.
Questo approccio non è più sostenibile.
La compliance non è un evento. Non è una checklist. E non è un insieme di documenti prodotti sotto pressione.
La compliance è un sistema continuo.
Il problema dell’approccio “audit-driven”
Molte organizzazioni lavorano ancora così:
- raccolta documenti a ridosso dell’audit
- file sparsi tra email, cartelle e strumenti diversi
- responsabilità poco chiare
- evidenze preparate “per l’auditor”, non per il controllo reale
Questo modello funziona finché:
- l’ambiente è stabile
- le dipendenze sono poche
- gli incidenti sono rari
NIS2, DORA e le nuove normative europee partono da un presupposto diverso: l’instabilità è la norma, non l’eccezione.
Dalla conformità dichiarata al controllo dimostrabile
Le autorità non chiedono più:
“Avete una policy?”
Chiedono:
- chi è responsabile
- cosa è sotto controllo
- quali evidenze lo dimostrano
- cosa succede quando qualcosa va storto
Questo significa che la compliance deve:
- vivere nel tempo
- essere aggiornata
- essere collegata ai sistemi reali
- produrre evidenze verificabili
In altre parole, deve diventare parte del funzionamento dell’organizzazione.
Evidence-first compliance
Un sistema di compliance moderno parte da un principio semplice:
le affermazioni non bastano, servono evidenze.
Policy, controlli, audit e simulazioni non sono output separati. Sono elementi collegati di uno stesso sistema.
Quando la compliance è evidence-first:
- ogni controllo ha un owner
- ogni evidenza ha uno stato
- ogni decisione è tracciabile
- ogni audit diventa una fotografia, non una corsa contro il tempo
Audit-ready, ogni giorno
Essere audit-ready non significa “pronti quando serve”. Significa non dover cambiare comportamento quando arriva l’audit.
Un sistema continuo di compliance permette di:
- ridurre il rischio operativo
- migliorare la risposta agli incidenti
- affrontare audit e ispezioni con serenità
- dimostrare maturità organizzativa
AuditReady nasce da questa idea: trasformare la compliance da evento stressante a processo governabile.