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Glossario della compliance

Definizioni in linguaggio chiaro dei termini usati nella compliance, nella privacy, nella cybersicurezza e nella resilienza operativa.

Normative e standard

AI Act
L’AI Act stabilisce obblighi proporzionati al rischio per sistemi di IA, modelli di IA per finalità generali e organizzazioni che li sviluppano o utilizzano.
CER
La direttiva CER rafforza la resilienza di infrastrutture e servizi essenziali rispetto a rischi fisici, cyber e di dipendenza dalla catena di fornitura.
CIS Controls
I CIS Controls sono un elenco pratico e prioritizzato di difese — inventario, accessi, backup, monitoraggio — usate per ridurre i rischi più comuni.
COSO
COSO definisce componenti e principi per il controllo interno, la reportistica e la gestione del rischio, spesso usati insieme a SOX e all’audit interno.
CRA
Il Cyber Resilience Act impone requisiti di sicurezza lungo il ciclo di vita dei prodotti connessi, dalla progettazione al supporto post-vendita.
DORA
Il Digital Operational Resilience Act è il regolamento europeo che richiede alle entità finanziarie di gestire e dimostrare la resilienza dei servizi ICT, dei fornitori terzi, dei test e degli incidenti.
GDPR
Il GDPR disciplina il trattamento dei dati personali nell’Unione europea e richiede accountability, misure di sicurezza adeguate e la dimostrazione della conformità.
GPAI
Un modello GPAI è progettato per svolgere una vasta gamma di compiti e può essere integrato in molti sistemi a valle, con obblighi specifici nell’AI Act.
IA ad alto rischio
Un sistema di IA ad alto rischio, ad esempio in ambiti sanitari o di infrastrutture critiche, richiede gestione del rischio, dati, trasparenza, sorveglianza umana e evidenze di conformità.
ISO 22301
ISO 22301 specifica come pianificare, attuare e migliorare un sistema di continuità operativa in grado di resistere e riprendersi dalle interruzioni.
ISO 27001
ISO 27001 definisce i requisiti per istituire, mantenere e migliorare un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni basato sul rischio.
ISO 31000
ISO 31000 fornisce principi e un processo per identificare, valutare, trattare e monitorare i rischi in modo integrato nella governance.
ISO 9001
ISO 9001 definisce i requisiti per un sistema di gestione della qualità basato su processi, evidenze e miglioramento continuo.
Modello 231
Il Modello 231 definisce processi, controlli, protocolli e flussi informativi per prevenire i reati che possono comportare la responsabilità amministrativa dell’ente.
NIS2
NIS2 è la direttiva europea che rafforza la gestione del rischio cyber, la sicurezza della catena di fornitura e la notifica degli incidenti per le organizzazioni essenziali e importanti.
NIST CSF
Il NIST Cybersecurity Framework organizza la cybersicurezza in funzioni pratiche — Identify, Protect, Detect, Respond, Recover — usate per valutare e migliorare la postura di sicurezza.
NIST SP 800-53
NIST SP 800-53 definisce una libreria di controlli tecnici, operativi e di governance che le organizzazioni adattano in base al rischio e al perimetro.
PCI DSS
PCI DSS definisce requisiti tecnici e organizzativi per proteggere i dati delle carte, dalla rete all’accesso, fino a monitoraggio e test.
Soggetto essenziale
I soggetti essenziali, insieme ai soggetti importanti, rientrano nel perimetro NIS2: devono gestire il rischio cyber, la supply chain e la notifica degli incidenti, con supervisione rafforzata.
SOX
Sarbanes-Oxley impone alle società quotate negli USA di dimostrare controlli interni affidabili sulla reportistica finanziaria, con responsabilità del management.

Privacy

Base giuridica
Ogni trattamento GDPR deve poggiare su una base giuridica, ad esempio consenso, contratto, obbligo di legge, interesse legittimo o interesse pubblico.
Data breach
Un data breach è una violazione di sicurezza che comporta distruzione, perdita, modifica o accesso indebito a dati personali, con possibili obblighi di notifica.
Data Processing Agreement
L’accordo di nomina definisce istruzioni, misure di sicurezza, sub-responsabili e obblighi di assistenza tra titolare e responsabile del trattamento.
Diritto all’oblio
Il diritto all’oblio consente all’interessato di chiedere la cancellazione dei dati quando non sono più necessari o il trattamento non è più lecito, salvo eccezioni.
DPIA
La DPIA analizza necessità, proporzionalità e rischi di un trattamento potenzialmente ad alto rischio, individuando le misure per ridurli.
DSAR
Una Data Subject Access Request è una richiesta dell’interessato per accedere ai dati personali o esercitare altri diritti previsti dal GDPR.
EDPB
L’European Data Protection Board garantisce un’applicazione coerente del GDPR tra gli Stati membri e adotta linee guida e pareri.
Garante Privacy
Il Garante per la protezione dei dati personali vigila sull’applicazione del GDPR in Italia, riceve reclami e può imporre misure e sanzioni.
Legal hold
Il legal hold impedisce di alterare o cancellare documenti e evidenze quando un procedimento, un’indagine o un obbligo di conservazione lo richiedono.
Minimizzazione dei dati
La minimizzazione impone di raccogliere e conservare solo i dati adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario per le finalità dichiarate.
PII
PII indica dati che, da soli o combinati, permettono di identificare un individuo; nel GDPR il concetto più ampio è quello di dato personale.
Privacy by design
Privacy by design richiede di incorporare misure privacy — minimizzazione, sicurezza, limiti di conservazione — prima che un trattamento parta, non dopo.
Responsabile del trattamento
Il responsabile del trattamento opera su istruzione del titolare, con un accordo che definisce ambito, misure di sicurezza e obblighi di assistenza.
RoPA
Il Registro delle attività di trattamento documenta finalità, categorie di dati, soggetti coinvolti, tempi di conservazione e misure applicate ai trattamenti.
SCC
Le Standard Contractual Clauses sono un meccanismo contrattuale per trasferire dati personali verso Paesi terzi con garanzie appropriate.
Sub-processor
Un sub-processor, o subfornitore, interviene nella catena di trattamento e deve essere autorizzato e vincolato a obblighi equivalenti a quelli del responsabile.
Titolare del trattamento
Il titolare del trattamento determina perché e come i dati personali vengono trattati e resta responsabile della conformità al GDPR.

Resilienza e operatività

BCM
Il Business Continuity Management comprende analisi, piani, test, formazione e miglioramento continuo per resistere alle interruzioni.
BCP
Il Business Continuity Plan descrive ruoli, procedure e risorse per continuare a operare durante e dopo un incidente, un disastro o un’interruzione ICT.
BIA
La Business Impact Analysis identifica processi critici, dipendenze e conseguenze nel tempo, e alimenta obiettivi come MTPD, RTO e RPO.
CSIRT
Un Computer Security Incident Response Team coordina analisi, contenimento, ripristino e comunicazioni durante un incidente cyber.
Disaster Recovery
Il Disaster Recovery è la parte tecnica della continuità: backup, siti alternativi e procedure per riportare ICT e dati entro RTO e RPO.
Funzione critica o importante
Nelle norme di resilienza, soprattutto DORA, le funzioni critiche o importanti sono processi e servizi da mappare, proteggere e testare con evidenze.
ICT
ICT indica infrastrutture, sistemi, reti, applicazioni e servizi che elaborano, trasmettono o conservano informazioni.
Incident response
La risposta all’incidente definisce ruoli, tempi di notifica, evidenze e comunicazioni per gestire eventi cyber, operativi o privacy.
KRI
I Key Risk Indicator monitorano segnali anticipatori — ritardi, incidenti, dipendenze — così il trattamento del rischio non arriva troppo tardi.
MTPD
Il Maximum Tolerable Period of Disruption indica oltre quale durata di interruzione le conseguenze per l’organizzazione diventano inaccettabili.
OT
OT indica sistemi di controllo industriale e impianti: va governata insieme all’IT perché un incidente può fermare servizi essenziali.
Penetration test
Un penetration test verifica se vulnerabilità tecniche e organizzative possono essere sfruttate, e produce evidenze e findings da trattare.
RPO
Il Recovery Point Objective definisce fino a quale punto nel tempo i dati devono poter essere recuperati dopo un incidente o un’interruzione.
RTO
Il Recovery Time Objective definisce la durata massima accettabile dell’interruzione prima che un servizio o un processo debba essere ripristinato.
SLA
Uno SLA definisce disponibilità, tempi di ripristino e altre misure contrattuali, utili per governare fornitori ICT e funzioni critiche.
SOC
Un Security Operations Center osserva log e allarmi, indaga gli incidenti e coordina il contenimento, spesso insieme a SIEM e CSIRT.
Tabletop
Una tabletop simula un incidente con partecipanti, tempi e decisioni, senza attaccare i sistemi, per allenare ruoli, comunicazioni e raccogliere evidenze.
TLPT
Il Threat-Led Penetration Testing simula minacce realistiche contro funzioni critiche per verificare la resilienza tecnica, operativa e organizzativa.

Sicurezza

AES-256
AES-256 è uno standard di cifratura usato per proteggere i dati a riposo: senza la chiave, il contenuto resta illeggibile anche se il file viene copiato.
CSRF
Il Cross-Site Request Forgery sfrutta una sessione già aperta: i token CSRF e SameSite cookie servono a bloccare queste richieste contraffatte.
DLP
Il Data Loss Prevention monitora e blocca trasferimenti di informazioni riservate via email, cloud o dispositivi, a supporto di privacy e segreto aziendale.
eIDAS
eIDAS disciplina l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari, inclusi firme elettroniche, sigilli e marcature temporali, nell’Unione europea.
HMAC
HMAC combina una funzione hash e una chiave segreta per firmare log e metadati, così un’alterazione diventa rilevabile.
IAM
IAM copre come le persone e i sistemi si identificano, ottengono accessi e li perdono: directory, MFA, ruoli e recensioni degli account.
JWT
Un JSON Web Token trasporta identità e permessi in forma firmata, così un’API può verificare chi sta chiamando senza rinviare ogni volta la sessione.
MFA
La Multi-Factor Authentication richiede almeno due fattori indipendenti, ad esempio password e codice temporaneo, per ridurre il rischio di accessi non autorizzati.
Minimo privilegio
Il minimo privilegio riduce il danno di un account compromesso o di un errore: ruoli, permessi e revisioni periodiche devono restare allineati al lavoro reale.
OTP
Una OTP consente un accesso o una conferma puntuale senza riusare la stessa segreta; sui portali fornitori riduce il rischio di link condivisi.
PAM
Il Privileged Access Management protegge amministratori, chiavi e sessioni elevate, registrando chi ha fatto cosa sui sistemi critici.
RBAC
Il Role-Based Access Control assegna autorizzazioni a ruoli predefiniti anziché a singoli utenti, facilitando il principio del minimo privilegio.
SIEM
Un SIEM centralizza log ed eventi di sicurezza per correlare segnali, rilevare anomalie e supportare le indagini sugli incidenti.
SOC 2
SOC 2 è un’attestazione su controlli di un service organization, usata per valutare fornitori cloud e SaaS rispetto a trust criteria definiti.
SoD
La separazione dei compiti evita che la stessa persona richieda, approvi ed esegua un’azione critica: è un controllo classico di audit e SOX.
TOTP
TOTP genera password temporanee sull’app di autenticazione: è il meccanismo più comune della 2FA dopo username e password.
Zero Trust
Zero Trust richiede verifica continua di identità, dispositivo e contesto prima di ogni accesso, invece di considerare sicura la rete aziendale.

Ruoli e autorità

ACN
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale coordina e rafforza la cybersicurezza italiana e svolge funzioni rilevanti nell’attuazione nazionale della NIS2.
Autorità di controllo
Un’autorità di controllo — Garante, ACN, autorità finanziaria — può ispezionare, chiedere evidenze e sanzionare: i registri operativi servono anche a lei.
CISO
Il Chief Information Security Officer guida la strategia di cybersecurity, coordina la gestione del rischio e rende conto della postura di sicurezza al management.
CRO
Il Chief Risk Officer coordina il registro dei rischi, i trattamenti e il reporting all’organo di gestione, spesso insieme a CISO e compliance.
DPO
Il DPO informa e consiglia l’organizzazione sugli obblighi privacy, monitora la conformità e funge da punto di contatto con l’autorità di controllo.
ENISA
ENISA supporta gli Stati membri con linee guida, esercitazioni e cooperazione operativa, e ha un ruolo nel quadro NIS2 e nella certificazione cyber.
Internal auditor
L’audit interno esamina se i controlli funzionano, raccoglie evidenze e riporta findings al management, senza sostituire i controlli di prima linea.
OdV
L’Organismo di Vigilanza monitora l’efficacia e l’osservanza del Modello 231, riceve segnalazioni e propone aggiornamenti quando necessario.
Organo di gestione
L’organo di gestione — consiglio, CdA o direzione — deve conoscere rischi, incidenti e attestazioni: molte norme gli assegnano responsabilità esplicite.

Governance e GRC

Appetito al rischio
L’appetito al rischio, definito dall’organo di gestione, guida quali rischi trattare, accettare o evitare, e quanto rischio residuo è tollerabile.
Attestazione
Un’attestazione impegna chi la firma su controlli, rischi o incidenti: va collegata a evidenze, non a una dichiarazione isolata.
Audit trail
Un audit trail registra azioni rilevanti in modo ordinato e, se firmato, immutabile: è la base per ricostruire decisioni ed evidenze in audit.
Due diligence
La due diligence esamina un fornitore, un’acquisizione o un partner: perimetro, obblighi, gap e prove, prima di assumere un rischio contrattuale.
ERM
L’Enterprise Risk Management integra rischi strategici, operativi, cyber e di compliance in un quadro unico, con appetito al rischio e reporting al board.
ESG
ESG raggruppa impatti ambientali, diritti e lavoro, e qualità della governance: in ambito IT si traduce in controlli, fornitori ed evidenze dimostrabili.
Finding
Un finding documenta una lacuna o una non conformità, con gravità, responsabile, scadenza e evidenza di chiusura: è il ponte tra scoperta e remediation.
Gap analysis
Una gap analysis mostra cosa manca — policy, evidenze, responsabilità — rispetto a un framework, e alimenta il piano di remediation.
GRC
GRC collega decisioni, rischi e obblighi normativi in un sistema unico, così controlli ed evidenze non restano silos separati.
ISMS
Un ISMS, tipicamente secondo ISO 27001, organizza policy, rischi, controlli e miglioramento continuo della sicurezza delle informazioni.
Lex specialis
Lex specialis spiega, ad esempio, perché DORA può prevalere sulla NIS2 per le entità finanziarie: si applica il quadro più specifico, non un doppio obbligo identico.
RACI
La matrice RACI rende visibili i ruoli su un processo o un controllo, riducendo i vuoti di responsabilità tra compliance, IT e linee di business.
Registro dei rischi
Il registro dei rischi tiene insieme descrizione, inerente e residuo, piano di trattamento, scadenze ed evidenze: è lo strumento operativo del CRO.
Remediation
La remediation è il piano concreto — azione, responsabile, scadenza, evidenza — che porta un rilievo da aperto a chiuso in modo dimostrabile.
Rischio inerente
Il rischio inerente descrive esposizione e impatto come se i presidi non ci fossero: serve a capire quanto i controlli devono ridurre.
Rischio residuo
Il rischio residuo è ciò che resta una volta applicati i presidi: se supera l’appetito, serve ulteriore trattamento o un’accettazione formale.
Tre linee di difesa
Le tre linee di difesa distinguono chi opera, chi supervisiona il rischio e chi fornisce assurance indipendente, evitando che i controlli si autocertifichino.
Whistleblowing
Il whistleblowing consente di segnalare condotte illecite con tutele per il segnalante: nel Modello 231 è un presidio tipico, collegato all’OdV.